Il viaggio multigenerazionale è cresciuto del 75% nel post-pandemia. Ma il segreto non sta nella destinazione: sta in chi dorme dove, chi mangia cosa e chi paga il conto. Soprattutto a Ferragosto.
Il viaggio multigenerazionale è cresciuto del 75% nel post-pandemia. Ma il segreto non sta nella destinazione: sta in chi dorme dove, chi mangia cosa e chi paga il conto. Soprattutto a Ferragosto.
Il viaggio multigenerazionale è cresciuto del 75% dal 2020. Virtuoso, Tauck e Backroads hanno creato divisioni dedicate alle famiglie a tre generazioni.
L'errore numero uno è mettere tutti nello stesso appartamento. Regola d'oro: ville con suite separate, o hotel con camere comunicanti su piani diversi.
Non è la destinazione che spacca la famiglia. È il ritmo. I nonni vogliono colazione alle 7 e pennichella nel pomeriggio. Gli adolescenti si svegliano a mezzogiorno. Programma tre momenti al giorno, con finestre di "ognuno per sé".
Chi paga cosa va concordato per iscritto prima di acquistare i biglietti. Le tre formule che funzionano: i nonni sponsorizzano tutto, tre pile uguali per nucleo familiare, o modello ibrido (nonni pagano l'alloggio, figli la logistica).
Costa Rica, Algarve e Toscana sono le tre destinazioni con minore attrito multigenerazionale al mondo. Kyoto e Caraibi seguono. Le grandi città (Parigi, New York) sono le peggiori scelte per gli anziani.
Il viaggio multigenerazionale è cresciuto del 75% nel post-pandemia. Ma il segreto non sta nella destinazione: sta in chi dorme dove, chi mangia cosa e chi paga il conto. Soprattutto a Ferragosto.