Chi viaggia con passaporto italiano in Australia nel 2026 ha bisogno di un'autorizzazione, ma quella giusta è la più conveniente del sistema: l'eVisitor, subclass 651, gratuito. Si richiede online tramite ImmiAccount, vale dodici mesi, consente ingressi multipli e soggiorni fino a tre mesi per visita. Non è la ETA — quella è per altri passaporti — e non è il Visitor visa 600 a pagamento, riservato a chi non rientra nelle due porte elettroniche. Questa guida separa i tre tipi, mostra chi usa quale, quanto costa e come evitare i siti che fanno pagare ciò che è gratis. ## ESTRATTO_CHIAVE - Chi ha passaporto italiano (o di qualsiasi Paese UE) usa l'eVisitor, subclass 651, autorizzazione elettronica gratuita. È la corsia migliore del sistema australiano: niente tassa di governo, niente formulario complesso, approvazione rapida tramite ImmiAccount. - L'eVisitor vale dodici mesi, consente ingressi multipli e soggiorni di fino a tre mesi per visita. Copre turismo, visita a parenti e affari senza lavoro retribuito. - La ETA (subclass 601) è un'altra porta elettronica, ma per altri passaporti — Stati Uniti, Giappone, Canada, Singapore, Corea del Sud, Malesia, Hong Kong, Brunei. L'italiano non usa la ETA: usa l'eVisitor. Il risultato pratico è simile (ingresso elettronico rapido), ma il canale è diverso. - Il Visitor visa 600 (a pagamento, da AUD 190) è il visto "tradizionale" per chi non rientra né nella ETA né nell'eVisitor — Brasile, Cina, India, Indonesia e molti altri. L'italiano non ne ha bisogno, a meno di soggiorni superiori a tre mesi o di motivi particolari. - L'eVisitor si richiede solo sul sito ufficiale immi.homeaffairs.gov.au (ImmiAccount). Nessuna app, nessun intermediario. Diffida di qualsiasi pagina che chieda una "tassa di servizio" per un'autorizzazione che è gratuita. - L'autorizzazione è elettronica e legata al passaporto. Non c'è nulla incollato sulle pagine. Richiedi con il passaporto con cui viaggerai e con cui ti presenterai alla frontiera. - Chi vuole lavorare e viaggiare tra i 18 e i 30 anni può guardare alla Work and Holiday (subclass 462): l'Italia è tra i Paesi eleggibili, con quota annuale e requisiti specifici. È un visto a parte, da non confondere con l'eVisitor turistico. - Al confine conta la biosicurezza. L'Australia è severissima su alimenti, prodotti di origine animale o vegetale e medicinali: dichiara sempre tutto sull'Incoming Passenger Card. Non dichiarare e farsi scoprire significa multa salata sul posto.
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Cominciamo dalla verità che ti fa risparmiare tempo e soldi: con il passaporto italiano l'ingresso turistico in Australia è semplice, elettronico e gratuito. Hai bisogno di un'autorizzazione preventiva — questo sì, l'Australia non ammette nessuno senza un permesso legato al passaporto — ma la tua è la corsia più leggera dell'intero sistema. Si chiama eVisitor, subclass 651, e non costa un centesimo di tassa di governo.
Questo confonde molte persone, e per un motivo. Internet è pieno di articoli generici sulla "ETA australiana" come se fosse l'unica strada per tutti. Leggi il racconto dello statunitense che ha ottenuto la ETA dal cellulare in dieci minuti e pensi che valga anche per te. Non è esattamente così: quel viaggiatore usa la ETA perché il suo passaporto è in quella lista. Il tuo passaporto italiano è in un'altra lista — quella europea — e a quella corrisponde l'eVisitor, non la ETA. Il risultato pratico è simile: in entrambi i casi parliamo di un'autorizzazione elettronica veloce. Ma il canale, il modulo e soprattutto il costo cambiano. E nel tuo caso il costo è zero.
La tua strada ha un nome e un numero: eVisitor, subclass 651. È un'autorizzazione elettronica gratuita, vincolata alla nazionalità del passaporto, che si richiede online tramite il sistema ImmiAccount del Department of Home Affairs. Niente da incollare sul passaporto, niente fila al consolato, niente intermediari. Compili, invii, attendi l'approvazione — che spesso arriva in poche ore o pochi giorni — e parti.
Questa guida separa le tre autorizzazioni turistiche (601, 651 e 600), mostra chi usa quale e si concentra su ciò che interessa al viaggiatore italiano: come ottenere l'eVisitor, quanto vale, cosa copre, cosa controlla l'Australia all'arrivo e quali trappole circondano chi cerca "visto Australia" su Google.
Le tre porte d'ingresso: ETA, eVisitor e Visitor visa
L'Australia offre tre autorizzazioni diverse per chi viaggia a turismo o per affari di breve durata. Sembrano alternative concorrenti, ma non lo sono. Quale usi dipende dal tuo passaporto, non dalla tua preferenza. Non scegli l'eVisitor perché è gratis: ti spetta perché il tuo Paese è nella lista europea. Allo stesso modo, uno statunitense non può scegliere l'eVisitor anche volendo, perché il suo passaporto non è europeo.
- eVisitor (subclass 651). Autorizzazione elettronica, gratuita, riservata ai passaporti europei/UE (più Regno Unito, Svizzera, Norvegia e altri). È la tua porta. Si richiede tramite ImmiAccount.
- ETA — Electronic Travel Authority (subclass 601). Anch'essa elettronica e veloce, ma per un gruppo diverso di Paesi — extraeuropei in gran parte. Si richiede tramite l'app Australian ETA, con una piccola tassa di servizio.
- Visitor visa (subclass 600). Il visto da visitatore "tradizionale", per chi non rientra nelle due porte elettroniche di cui sopra. Ha una tassa, un modulo dettagliato e un'analisi vera e propria. Si richiede tramite ImmiAccount.
La regola che riassume tutto: se il tuo passaporto è nella lista europea, usi l'eVisitor. Se è nella lista ETA, usi la ETA. Se non è in nessuna delle due, usi il Visitor visa 600. Per l'Italia — Paese UE — la risposta è l'eVisitor. Senza eccezioni, salvo i casi particolari che vedremo (soggiorni lunghi, lavoro, studio).
eVisitor (subclass 651): la tua corsia, gratuita
L'eVisitor è la porta più conveniente che l'Australia offra, e tocca proprio a te. È un'autorizzazione elettronica gratuita — nessuna tassa di governo, zero — legata al numero del passaporto, senza nulla incollato sulle pagine. Vale per dodici mesi, consente ingressi multipli e soggiorni di fino a tre mesi per visita. Si richiede online tramite ImmiAccount e di solito viene approvata in fretta: spesso poche ore, talvolta pochi giorni.
La condizione è chiara, e per fortuna ti riguarda in pieno: l'eVisitor è esclusivo per i passaporti dei Paesi europei. La lista comprende tutta l'Unione Europea — Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, e così via — più Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Andorra, Monaco, San Marino, Città del Vaticano. Il passaporto italiano è in cima a questa lista. Non c'è nessuna ambiguità: chi viaggia con passaporto italiano ha diritto all'eVisitor.
Cosa copre l'eVisitor:
- Turismo e vacanza — la ragione più comune. Vai, giri l'Australia, torni.
- Visita a parenti e amici — perfettamente ammessa.
- Affari senza lavoro retribuito — riunioni, fiere, conferenze, trattative. Tutto ciò che non sia un impiego pagato sul suolo australiano.
Cosa non copre: il lavoro retribuito e lo studio lungo. L'eVisitor permette al massimo un breve corso (in genere fino a tre mesi). Chi entra come turista e lavora in nero commette una violazione dell'immigrazione, con rischio di cancellazione dell'autorizzazione, espulsione e blocco delle richieste future. Non ne vale la pena: se l'obiettivo è lavorare, esiste la strada giusta, e la vediamo più avanti.
Un dettaglio prezioso per chi ha doppia cittadinanza. Se sei italiano ma possiedi anche, per esempio, un passaporto brasiliano, argentino o di un Paese non europeo, viaggia con quello italiano e richiedi l'eVisitor con esso. È gratis e veloce, mentre con l'altro passaporto dovresti pagare il Visitor visa 600 (da AUD 190) e affrontare un'analisi più lunga. Il passaporto europeo, in questo scenario, è il tuo alleato migliore.
ETA (subclass 601): rapida anche lei, ma per altri passaporti
La ETA è la cugina extraeuropea dell'eVisitor. È un'autorizzazione elettronica legata al numero del passaporto, senza nulla incollato sulle pagine. Vale dodici mesi, consente ingressi multipli e soggiorni di fino a tre mesi per visita. La tassa del visto in sé è zero: c'è solo una tassa di servizio di AUD 20 per usare l'applicazione.
Dal 2022 la ETA si richiede per un'unica via — l'app ufficiale Australian ETA (iOS e Android). Niente sito, niente modulo web, niente agenzia. Si scarica l'app, si scansiona il chip del passaporto con il telefono, si pagano i 20 dollari e, nella maggior parte dei casi, l'approvazione arriva in fretta.
Chi usa la ETA: passaporti di Stati Uniti, Giappone, Canada, Singapore, Corea del Sud, Malesia, Hong Kong (RAS), Brunei e di alcuni altri Paesi con accordo specifico con l'Australia. È una lista breve e diversa da quella europea.
Perché te ne parliamo, se non ti riguarda? Per evitare confusione. Molte guide online — e parecchi siti commerciali — chiamano "ETA" qualsiasi autorizzazione elettronica australiana, e ti spingono verso l'app Australian ETA anche quando non è il tuo canale. Con il passaporto italiano non usi la ETA: usi l'eVisitor. Se scarichi l'app Australian ETA e provi a inserire un passaporto italiano, l'app non è il percorso pensato per te. Vai diretto su ImmiAccount e richiedi l'eVisitor gratuito. È più semplice e non paghi nemmeno i 20 dollari di servizio.

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